La nuova infamia del negazionismo

Categoria: Varie Pubblicato: Venerdì, 30 Gennaio 2009 Stampa Email

 

Tutti sappiamo quanto nel progetto, per niente folle ma estremamente lucido, di Hitler di sterminare il popolo ebraico, fosse indicata la "soluzione finale" come una sorta di mimetizzazione del genocidio in atto.
A distanza di non troppi anni l'esistenza di persone che ricoprono anche ruoli importanti nella società che hanno la sfrontatezza di negare l'olocausto ed ironizzare sulla presenza di strumenti di morte come le camere a gas, derubricandoli a luoghi di disinfezione, significa continuare sulla strada dello sterminio.

Cancellare dalla storia la persecuzione nei confronti di un popolo apre la strada a quanti oggi non attendono altro che pretesti per ripercorrere quella strada e quanto dichiara periodicamente Ahmaninejad è solo un esempio.
Ancora più grave è che tali affermazioni escano dalla bocca di appartenenti ad ordini sacerdotali, evidentemente incapaci di comprendere l'effetto di queste esternazioni a fronte di un 10% degli Italiani che, secondo un sondaggio di questi giorni, pensa che
gli Ebrei mentono quando sostengono che il nazismo ne ha sterminati milioni.
Accolgo con favore l'intervento ufficiale del Vaticano: "Chi nega il fatto della Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della Croce di Cristo". E ciò è tanto più grave quando "viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica", ed auspico che a queste parole seguiranno provvedimenti ufficiali nei confronti di chi si è macchiato di una infamia così grave.

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